Firenze, 26 Agosto 2010

-Al Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi
-p.c. all’Assessore per il diritto alla Salute, Daniela Scaramucci

Egregio Presidente,
Le scriviamo in merito alla “intesa” tra la Regione Toscana e la Conferenza Episcopale, per la disciplina dell’assistenza religiosa cattolica nelle strutture di ricovero delle Aziende Sanitarie.
Già nel mese di aprile di quest’anno, la nostra Associazione ha richiesto agli sportelli dell’URP regionale informazioni in merito alle seguenti delibere:
n. 119 del 07/02/2000
n. 274 del 24/03/2003
n. 890 del 03/12/2007

Attraverso tali delibere si è demandata alle Aziende sanitarie l’assunzione a ruolo, su indicazione dell’Ordinario diocesano, di personale da dedicare all’assistenza religiosa nelle strutture sanitarie. Lo stesso Ordinario diocesano ha, secondo l’intesa, la facoltà di chiedere all’Azienda sanitaria la sostituzione del personale già assunto per tale incarico. Sulle Aziende sanitarie gravano inoltre una serie di obblighi e costi: la messa a disposizione di locali per le funzioni di culto e di locali per uso ufficio, oltre che di un alloggio previo pagamento di un canone non quantificato; il sostenimento delle spese per la manutenzione ordinaria e straordinaria, dei canoni per elettricità e riscaldamento e pulizia dei locali di cui sopra; la copertura delle “usuali spese di culto” e la fornitura delle “attrezzature necessarie”.

Non avendo avuto risposta positiva dagli uffici dell’URP, ecco che oggi siamo a scriverLe, e in copia inoltriamo all’Assessore Daniela Scaramuccia,  chiedendo che la Regione Toscana fornisca al più presto un quadro, riassuntivo ed esaustivo, del numero e del costo degli assunti e dei costi derivanti dagli altri obblighi previsti dalle intese di cui sopra, ripartendo il tutto per categoria e  suddividendo i dati per Asl e per anno, considerando il periodo che va dal momento della prima applicazione dell’Intesa ad oggi.

Certi di un pronto riscontro porgiamo distinti saluti.

Giancarlo Scheggi, – Comitato Nazionale Radicali Italiani – Segretario Associazione radicale “Andrea Tamburi
Senatrice Donatella Poretti – Radicali –
Senatore Marco Perduca – Radicali -
Antonio Bacchi, associazione radicale “Andrea Tamburi”
Valentina Piattelli, Presidente associazione radicale “Andrea Tamburi”

COMUNICATO STAMPA

luglio 28th, 2010

Lunedi 26 luglio  i Radicali  dell’Associazione fiorentina Andrea Tamburi hanno incontrato il Presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci per richiedere l’istituzione dell’Anagrafe Pubblica degli Eletti nel Consiglio Provinciale.

La delegazione composta  da  Giancarlo Scheggi – segretario,  Massimiliano Fontani – tesoriere e dal consigliere provinciale Pdl Massimo Lensi si è detta soddisfatta dell’impegno preso dal Presidente Barducci sull’iniziativa che servirà ad avvicinare i cittadini alla politica mediante la conoscenza del lavoro svolto dai loro eletti.

Il Presidente ha garantito il suo personale  interessamento affinchè , salvi i tempi tecnici strettamente necessari. possa essere formalizzata la conseguente delibera.

Segnaliamo che  anche l’ANCI , per quanto riguarda i comuni d’Italia si sta muovendo  nella stessa direzione prevedendo  l’osservatorio in grado di raccogliere tutti i dati del territorio.

Il Segretario
Giancarlo Scheggi

Giancarlo Scheggi e Massimiliano Fontani, segretario e tesoriere dell’Associazione per l’iniziativa radicale fiorentina “A.Tamburi” e Massimo Lensi, consigliere provinciale PDL e consigliere comunale Campi Bisenzio, incontreranno Andrea Barducci,  il presidente della provincia di Firenze  per concertare le linee guida per l’approvazione e un corretto funzionamento dell’anagrafe pubblica degli eletti  riguardo le cariche e i consiglieri provinciali.

Di Valentina Piattelli – Presidente associazione Andrea Tamburi  di Firenz

La sclerosi multipla (SM) è una malattia infiammatoria, cronica, che colpisce il sistema nervoso centrale e di cui non si conosce la causa, né la cura. Per questo la SM resta la causa più comune di disabilità fra i giovani e una fra le malattie più costose per il sistema sanitario nazionale, senza parlare dei suoi costi umani.

Sebbene già nel 1868 Jean-Martin Charcot avesse notato che le placche della SM si trovano soprattutto intorno alle vene del sistema nervoso centrale, l’ipotesi vascolare era stata abbandonata intorno agli anni ‘60, ma è stata ripresa recentemente dal Prof. Paolo Zamboni, chirurgo vascolare di Ferrara, interessatosi a questa malattia dopo che era stata diagnosticata alla moglie. Dato che fino ad allora la sua attività di ricerca aveva riguardato le varici ed in particolare lo studio a livello molecolare nelle diverse fasi delle malattie venose croniche, Zamboni ha provato a trasporre alla SM quanto osservato, ed in particolare ha ipotizzato che fossero gli accumuli di ferro, determinati dalla cattiva circolazione venosa, ad indurre l’infiammazione cronica. Questa sua idea fu pubblicata nel 2006 sulla rivista della Royal Society od Medicine di Londra che la titolò “The Big Idea”, ma la prima pubblicazione in ambito neurologico arriva solo dopo l’inizio della collaborazione con il  primo neurologo a dar credito a questa ipotesi, il Dr Fabrizio Salvi di Bologna, che cominciò a inviare pazienti a Zamboni per sottoporli a vari test alla ricerca di malformazioni venose.

L’esito di queste ricerche fu pubblicato nel 2008, sul Journal of Neurosurgical Psychiatry e riguardava 65 pazienti consecutivi malati di SM e 235 pazienti sani o malati di altre patologie neurologiche o vascolari, tutti sottoposti a ecocolordoppler cranico ed extracranico e venografia della giugulare e azygos. I risultati mostravano una prevalenza notevolissima di restringimenti delle vene (stenosi) nei malati di SM rispetto al gruppo di controllo. Questo studio indicava anche una correlazione fra tipo di stenosi e decorso della SM. In questo studio veniva anche illustrata l’angioplastica con “palloncino” usata per curare questi restringimenti venosi e chiamata “Trattamento di Liberazione”; e veniva anche dato un nome alla patologia venosa riscontrata da Zamboni: Insufficienza Venosa Cerebrospinale Cronica, Chronic cerebrospinal venous insufficiency, CCSVI.

La Union Internationale de Phlebologie (UIP) ha subito riconosciuto all’unanimità questa patologia come entità nosologica in ambito vascolare nel suo congresso di Montecarlo del settembre 2009. E pochi giorni dopo, a Bologna con la Fondazione Hilarescere, fu organizzato un simposio internazionale sulla “Funzione venosa e sclerosi multipla”, durante il quale il Prof. Zamboni e il Dr Salvi mostrarono i risultati terapeutici a 18 mesi dalle prime procedure di “Liberazione”, e cioè una riduzione notevole delle ricadute – con il 73% dei pazienti con la forma a remissioni e ricadute che non avevano avuto alcuna progressione della malattia, unita a parziali recuperi di ciò che la malattia aveva precedentemente loro inflitto – e assenza di progressione anche nelle forme progressive di SM, forme che finora non avevano trovato alcun giovamento dalle terapie immunosoppressive.

Intanto il lavoro di Zamboni e Salvi cominciò a non rimanere confinato ai ricercatori, soprattutto dopo le trasmissioni televisive canadesi di CTV, che nel Novembre del 2009 mostrarono al grande pubblico americano il lavoro di Zamboni e Salvi in Italia e gli effetti positivi su alcuni pazienti sottoposti al trattamento di Liberazione. Si comincia a parlare in tutto il mondo della scoperta di Zamboni come “La Cura per la sclerosi multipla”.

Com’è noto, uno dei cardini della scienza è la riproducibilità degli esperimenti e infatti altri medici nel mondo hanno provato a vedere se riscontravano queste stenosi delle vene extracraniche dei malati di SM. A Buffalo, New York, il Dr Robert Zivadinov e la sua equipe avevano da qualche mese cominciato a testare la presenza di CCSVI nella SM e, secondo i dati preliminari pubblicati nel febbraio del 2010, ma riguardanti solo 16 pazienti, la trovano nella maggioranza di essi (56,4%), ma anche in una parte del gruppo di controllo (22%). Mentre in Giordania uno studio analogo su 25 malati di SM e 25 persone del gruppo di controllo trova la presenza di CCSVI nell’84% dei pazienti e in nessuno del gruppo di controllo. Si attendono i risultati di altri studi in corso, soprattutto quello svolto in Canada al St. Joseph’s Hospital di Hamilton.

Da tutto il mondo però giungono anche inviti alla cautela e si ricorda che è necessario controllare un gran numero di pazienti prima di intraprendere procedure chirurgiche che, sebbene non invasive, come tutte le procedure mediche presentano qualche rischio. Ma ormai molti pazienti cominciano a rivolgersi ai propri neurologi chiedendo perlomeno di essere testati per la presenza della CCSVI. Tuttavia, anche se un normale ecocolordoppler è sufficiente per vedere queste stenosi, è necessario che sia eseguito da medici formati secondo il “metodo Zamboni”, altrimenti è difficile che siano rilevate. Nell’ecografia infatti è sempre fondamentale la formazione di chi la esegue e, ad esempio, finora la vena azygos era ritenuta invisibile all’ecografia.

Molti pazienti da tutto il mondo allora si rivolgono a Zamboni o a Salvi per ottenere direttamente il trattamento di Liberazione, ma la sperimentazione è terminata e ulteriori trattamenti in Italia sono stati sospesi dal Comitato Etico che ha demandato tutto al Consiglio Superiore della Sanità. E allora cominciano a spuntare in tutto il mondo cliniche che praticano il trattamento di Liberazione (in Polonia, Bulgaria, Irlanda, India, Giordania ecc.) per cifre che variano dai 400 euro alle migliaia, con procedure talvolta discutibili sul punto di vista dell’efficacia e della sicurezza. Qualche mese fa il Kuwait ha annunciato che tutti i suoi 6.000 pazienti saranno Liberati e che i primi trattamenti sono già cominciati.

Sebbene nel febbraio del 2010 la Regione Emilia Romagna avesse annunciato l’inizio imminente di una sperimentazione in tutta Italia – che per valutare l’efficacia del trattamento sottoporrà in modo casuale metà dei pazienti al trattamento di liberazione e metà no – nel frattempo, sono nate ovunque associazioni e gruppi di malati che cominciano a chiedere che questa cura sia garantita a tutti e subito. Le dichiarazione di decine e decine di malati che hanno ottenuto “la Liberazione” sono su Youtube e vengono viste da migliaia di altri, in un inquietante fenomeno di esaltazione, condito dalle consuete teorie complottistiche sulle case farmaceutiche che impediscono “La Cura” e così via. Il rischio è che – come già avvenne con la terapia Di Bella – il Trattamento di Liberazione venga approvato a suon di decreti legge invece che con i consueti meccanismi della verifica sperimentale. D’altronde il rischio è anche che un trattamento comunque non molto costoso, senza effetti collaterali degni di nota e neanche tanto invasivo, venga ritardato per anni, mentre tante persone continuano a diventare gravemente invalide o addirittura muoiono di sclerosi multipla. Questa prospettiva angoscia i pazienti, ma anche il Prof. Zamboni, che ad aprile ha rilasciato dichiarazioni in cui chiedeva il trattamento in via compassionevole almeno di quei malati rapidamente ingravescenti che non hanno tempo per aspettare. La scelta del termine “compassionevole” a noi italiani non può non far venire in mente il decreto legge che autorizza l’utilizzo “in via compassionevole” di farmaci e trattamenti sperimentali non ancora approvati dal SSN (DL 8 Maggio 2006). E’ questa la via che ci indica Zamboni per ottenere in fretta il trattamento nei casi gravi, senza aspettare i tempi necessari, ma pur sempre lunghi, della ricerca medica? Vale la pena tentare!

VIDEO:

Trasmissione TV canadese

http://www.ctv.ca/servlet/ArticleNews/story/CTVNews/20091120/W5_liberation_091121/20091121?s_name=W5

Paziente prima della Liberazione

http://www.youtube.com/watch?v=lvwCuPXrKgI&NR=1

A 24 ore dalla Liberazione

http://www.youtube.com/watch?v=KYNhYtVojSQ

REGIONE LAZIO, MOZIONE DE LA DESTRA PER LA SCLEROSI MULTIPLA
(OMNIROMA) Roma, 31 mag – “Con la mozionne presentata stamani il gruppo de ‘La Destra’ si propone, con il coinvolgimento del consiglio regionale, di impegnare la presidente Polverini e la giunta che presiede ad intraprendere ogni iniziativa volta ad elaborare nella regione Lazio il protocollo per la sperimentazione del trattamento di angioplastica dilatativa per la CCSVI (Chronic cerebro-spinal venous insufficiency)”. Lo dichiarano in una nota congiunta i consiglieri regionali Roberto Buonasorte (primo firmatario) e Francesco Storace.
“Il prof. Zamboni, chirurgo vascolare dell’Università di Ferrara, ha dimostrato che il 95% dei malati di sclerosi multipla sono affetti dalla CCSVI (Insufficienza venosa cerebro-spinale cronica). Quattromila di essi – proseguono gli esponenti de La Destra – sono nel Lazio. La terapia – chiariscono Buonasorte e Storace – prevede un intervento mini-invasivo da
eseguire in day-hospital che ripristini il normale flusso sanguigno. Tra i benefici riscontrati si registrano una diversa colorazione in volto, una sostanziale diminuzione dell’affaticamento, un miglioramento delle funzioni motorie e sensoriali, una ripresa dell’acutezza visiva e della memoria”. “Ci auguriamo – concludono Buonasorte e Storace – che anche nel Lazio, come in Puglia e in Sicilia, si avvino le procedure per sperimentare una terapia che possa rappresentare un sollievo per i pazienti ed un risparmio per le famiglie che li assistono”.

La Nazione, lunedì 7 giugno 2010 (pag.13)

La proposta del sindaco Adriano Chini di approvare il testo di una proposta di legge di iniziativa popolare che riveda i compensi di chi fa politica ha fatto centro in consiglio comunale e ha incassato il parere positivo del Pdl. Il primo cittadino “per ridare dignità alla politica” (che poi è il titolo del suo ordine del giorno) propone di stabilire un tetto massimo per le indennità di qualunque carica pubblica e istituzionale, comprese le nomine in consigli di amministrazione di enti e aziende, non superiore a 3 volte lo stipendio di un insegnante della scuola d’obbligo. “Esprimo piena soddisfazione per l’esito del voto sull’ordine del giorno presentato dal sindaco – dice Massimo Lensi del Pdl – e approvato a larga maggioranza dal consiglio. Chini ha accettato un mio emendamento, votato con parere favorevole dal consiglio, che introduce la previsione di un’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati (Ape) nel testo del progetto di legge. L’Ape è una proposta lanciata due anni fa dai Radicali alla Camera e in molti consigli regionali, comunali e provinciali, che consiste nel pubblicare on line i dati riguardanti presenze, lavori, risultati, emolumenti, consulenze di tutti i politici eletti e di chi ricopre un ruolo pubblico nelle partecipate.

Regia di Joe Cultrera

La commovente storia della famiglia Cultrera per ottenere giustizia contro l’abuso sessuale del figlio Paul da parte di Padre J. Birmingham, uno degli oltre 10.000 casi di abusi sessuali sui minori perpetrati da preti Cattolici negli Stati Uniti negli ultimi decenni.

Lunedì 24 maggio 2010
Presso il Cinema Spazio Uno
Via del Sole, 10 (P.zza Santa Maria Novella) Firenze
Spettacoli ore 17.30 e ore 21.00.

Tra i due spettacoli interverrà Maurizio TURCO curatore dell’edizione italiana e Presidente dell’associazione Anticlericale.net

Biglietto di ingresso € 2,00

Lettera inviata da Giancarlo Scheggi agli eletti del Consiglio Regionale della Toscana per la legislatura 2010-2015 in concomitanza della loro riunione del 7 maggio 2010 con la quale si chiede l’istituzione di una commissione speciale d’inchiesta sulle ultime elezioni regionali.

-Signor Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi
-
Signori Consiglieri regionali

I Radicali Toscani non rassegnandosi all’assenza di democrazia e di Stato di diritto in Italia,
denunciano:

anche queste elezioni regionali non sono state elezioni democratiche, almeno se prendiamo come parametro gli standard delle democrazie europee.

Dalla fase di presentazione delle candidature all’informazione radiotelevisiva, l’intero processo elettorale è stato scandito da illegalità che hanno negato ai cittadini il godimento dei diritti civili e politici garantiti dalla Costituzione.

Le istituzioni della Repubblica, dal Ministero dell’interno ai Comuni, dai Tribunali alla Rai, si sono rese responsabili di una serie senza precedenti di omissioni e di violazioni di obblighi di legge.

Sapete quanto noi che la raccolta delle sottoscrizioni per la presentazione delle candidature avviene in modalità fuorilegge, su moduli privi dell’indicazione dei candidati, in assenza del pubblico ufficiale, persino con firme false e di persone decedute.

Sapete anche che non esiste un adeguato servizio pubblico di autenticazione, al punto che l’onere della raccolta firme, nato per arginare le candidature temerarie e le liste senza rappresentatività, è divenuto uno strumento per impedire l’accesso alle elezioni di quelle forze politiche che intendono rispettare le leggi.

Sapete altresì che la comunicazione politica, dai manifesti elettorali sino agli spazi sulle televisioni nazionali e regionali, si svolge sistematicamente al di fuori dalle norme.

Anche la Toscana è tra quelle regioni che ha approvato una modifica della legge elettorale a pochi mesi dal voto (Legge n. 50 del  5 agosto 2009),  in aperto contrasto con le raccomandazioni del Consiglio d’Europa secondo cui “gli elementi fondamentali del diritto elettorale non devono poter essere modificate nell’anno che precede le elezioni”  e con il principio di stabilità delle leggi elettorali che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha già ritenuto utile parametro delle sue sentenze.  

Da parte nostra, siamo determinati a percorrere tutte le vie giudiziarie e politiche affinché le giurisdizioni internazionali possano giudicare quanto accaduto in Italia: la peste italiana dell’antidemocrazia è un rischio non solo per il nostro Paese, che deve essere conosciuto e studiato per evitare che si diffonda così come accadde con il fascismo.

A Voi, signor Presidente, signori Consiglieri regionali,
chiediamo

l’istituzione di una Commissione speciale di inchiesta sulle ultime elezioni regionali ed, in genere, sulla negazione dei diritti civili e politici dei cittadini durante la fase elettorale, anche allo scopo di promuovere tutte le azioni necessarie per impedire che in futuro si faccia di nuovo strame di diritto e di democrazia.

Con gli auguri di buona Legislatura,
Giancarlo Scheggi – Dirigente nazionale di Radicali Italiani – candidato alle elezioni regionali toscane per la lista Bonino Pannella.

Venerdi’ 2 aprile alle ore 10.30 al Caffe’ storico delle Giubbe Rosse in piazza della Repubblica a Firenze, si terra’ una conferenza stampa per illustrare tutti i dati sull’aborto farmacologico praticato con la pillola Ru486 dal 2006 ad oggi in Toscana, e le anticipazioni sui protocolli sanitari con la previsione del ricovero ordinario di tre giorni in ospedale.
Saranno presenti: i senatori radicali:
- sen. Donatella Poretti, segretarioCommissione Sanita’ del Senato;
- sen. Marco Perduca;
- Giancarlo Scheggi , segretrario Associazione fiorentina per l’iniziativa Radicale Andrea Tambur;
- Antonio Bacchi, membro della Giunta che ha curato la raccolta dei dati.

Giancarlo Scheggi, segretario della nostra associazione, è candidato nel listino regionale e circoscrizionale per le elezioni regionali di domenica prossima: di seguito una breve presentazione.

Giancarlo Scheggi è candidato al Consiglio Regionale della Toscana e nella circoscrizione provinciale di Firenze. Nato a Borgo San Lorenzo (FI), l’11 Aprile 1936, coniugato con tre figli, si dichiara credente cattolico, abbastanza praticante.
Varie le esperienze di lavoro  di cui una di circa cinque anni come funzionario di pubblica Amministrazione e altri 35 in varie città d’Italia con il ruolo direttivo nella ex Magazzini Standa s.p.a.
Da 35 anni costantemente Iscritto e militante attivo nei soggetti componenti l’intera galassia radicale avendo condiviso tutte le battaglie dei radicali con particolare attenzione alle scelte politiche di Marco Pannella.
Attualmente  pensionato dal 1998 e facente parte del gruppo di Radicali Storici è componente del Comitato Nazionale di Radicali Italiani come eletto in Congresso.
- Revisore dei Conti di R.I.
- Segretario dell’Associazione per l’iniziativa Radicale Andrea Tamburi di Firenze.
Nel privato è iscritto all’associazione volontari donatori di sangue AVIS di Firenze dalla quale ha ricevuto la massima onorificenza per il numero di donazioni.
Svolge da diversi anni servizio di volontariato, fornendo assistenza gratuita domiciliare a malati terminali che si rivolgono all’onlus  Pallium di Firenze.
La moglie Anna Maria ed i tre figli hanno condiviso da sempre le sue scelte politiche.
 
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